Lo scambiatore di calore è un’apparecchiatura utilizzata per trasferire calore tra fluidi con diverse temperature. Principalmente viene utilizzato per l’efficientamento energetico delle centrali elettriche, per il recupero del calore nelle caldaie e per il raffreddamento dei motori a combustione interna dei veicoli. Quindi in generale uno scambiatore di calore può essere utilizzato per riscaldare o raffreddare un fluido, liquido o gas.
Un buon scambiatore di calore si contraddistingue soprattutto per la sua efficienza, cioè la capacità di trasferire energia termica tra i fluidi operanti.
In questo articolo vedremo le caratteristiche principali di uno scambiatore di calore, come vengono classificati, le principali applicazioni, quali normative guidano la loro progettazione, i principali problemi che possono presentare. Infine vedremo come l’analisi CFD è una delle principali soluzioni e quali enormi vantaggi porta con se un simile approccio.
Nella pratica costruttiva, esistono svariati modelli di scambiatore. Ma quello sicuramente più utilizzato è lo scambiatore a fascio tubiero e mantello.
Le parti principali che lo caratterizzano sono:
All’interno del fascio tubiero scorre il cosiddetto fluido di processo, cioè quel fluido che è primariamente coinvolto nella produzione. All’esterno, nel mantello, fluisce il fluido di servizio, che investe il fascio tubiero, che generalmente viene utilizzato per trasferire o assorbire energia termica.
Attualmente esistono svariate tipologie di scambiatori di calore, in generale però si può procedere ad una classificazione basata sulle loro caratteristiche principali, noi ci riferiremo alla classificazione basata sul profilo termico. Questa classificazione valuta la direzione di flusso dei fluidi. Nello specifico si possono avere:
Se si volesse fare una sintesi e un confronto tra le tre tipologie sopra, si può dire che la migliore configurazione, in generale, sarebbe sempre quella in controcorrente perché, in teoria, permette di avere un ΔT medio logaritmico costantemente più alto rispetto al caso in equicorrente. Ma questo cosa significa in pratica?
Che a parità di potenza termica trasmessa tra i fluidi, diventa possibile costruire scambiatori più compatti. Questa non è cosa da trascurare, se si considera che tra i principali materiali utilizzati vi sono leghe di acciaio che, sia in termini di peso che in termini di costo, possono essere molto costosi.
D’altro canto, gli scambiatori in equicorrente sono da prediligere per applicazioni che richiedono il trasferimento di calore tra i fluidi in brevi periodi di tempo.
Le principali applicazioni in cui vengono impiegati gli scambiatori di calore sia in ambito civile, sia in ambito industriale sono:
Tra le principali normative possiamo citare sinteticamente:
E' utile tenere presente che in base alla particolare applicazione esistono ulteriori normative da prendere in considerazione.
Tra le principali sfide che si incontrano nella progettazione e ottimizzazione di uno scambiatore di calore ci sono:
Esistono svariate soluzioni e metodi per approcciare il problema. Una tecnica molto efficace, già sfruttata da tutti i principali produttori di scambiatori di calore, è quella di affidarsi alla simulazione numerica. La simulazione CFD (fluidodinamica computazionale) e termo-strutturale permette di ottimizzare tutto il processo di sviluppo prodotto con enormi vantaggi in termini di risparmio sui costi e tempi.
In generale, la simulazione numerica in questo ambito può essere sfruttata in due possibili modi:
Se decidiamo di agire con una indagine su scala ridotta, verrà esplorato solo parzialmente il dominio dello scambiatore di calore, ma questo, in alcuni casi, ci aiuterà ad evitare di sprecare tempo su dettagli poco utili. Operando su questa scala, attraverso un’analisi transitoria è possibile capire come cambia il campo di temperatura; esplicitare il comportamento dei fluidi attraverso dei modelli multifase; avere una prima visione delle fluttuazioni dei punti di massimo e di minimo delle funzioni caratterizzanti i fenomeni fluidodinamici. Inoltre è possibile indagare gli effetti delle turbolenze sui flussi e come cambiano le performance globali di uno scambiatore al cambiare dei materiali.
Diversamente, se si utilizza un approccio su larga scala, ci si può concentrare anche su dettagli che una tecnica numerica meno dettagliata avrebbe scartato. Ad esempio nel caso degli scambiatori di calore, ci permette di simulare contemporaneamente sia liquidi che gas, di calcolare che il flusso di calore sia legato a fenomeni convettivi e di irraggiamento.
Diventa possibile, in questo caso, accoppiare più fisiche, unendo i risultati di un’analisi CFD ad un’analisi strutturale. Infine, una volta ottenuti i primi risultati e consolidato il modello numerico, si può procedere ad ottimizzare il modello ed eseguire un'analisi di sensibilità.
Integrare la simulazione fluidodinamica e termo-strutturale nel processo di progettazione degli scambiatori di calore porta a notevoli vantaggi.
Diventa possibile valutare diverse configurazioni del progetto già dalle fasi iniziali di progettazione Questo permette di sviluppare prodotti sulla base di dati affidabili, abbassando o eliminando molte delle incertezze tipiche dei metodi tradizionali. I
l risparmio sui tempi e sui costi destinati alla prototipazione, può essere dirottato su voci più promettenti come l’ottimizzazione del prodotto stesso. A valle della soluzione numerica, tramite la fluidodinamica computazionale (CFD), è possibile avere una panoramica completa del sistema e questo permette di individuare subito gli eventuali problemi e fare una immediata convalida della possibile soluzione. Inoltre diventa possibile identificare qualsiasi scenario dando una risposta alle analisi “What-If”, valutando gli effetti e gli esiti che determinati parametri avrebbero se settati in un certo modo.
Grazie all'analisi CFD si possono ottenere informazioni complete sulle prestazioni termiche degli scambiatori di calore. Inoltre, il setup richiede molto meno tempo del setup di un prototipo fisico, e i risultati ottenuti sono tali da rendere una completa formalità il testing del prototipo.
Se ti interessa avere maggiori informazioni su queste nuove metodologie e come fare per integrarle all’interno del processo produttivo della tua azienda contattaci, uno dei nostri esperti risponderà a tutte le tue domande.